Dati della foto

  • Data Ripresa: 29 Maggio 2020
  • Plug-in: Astro Panel 4
  • Programma: Adobe Photoshop CC 2020

Breve descrizione

Il gruppo di stelle che forma la testa dello Scorpione è dominato dalla brillante stella Antares, che con la sua magnitudine pari a 1,07 è una delle più brillanti del cielo ed è visibile anche dalle aree urbane. Antares è inoltre accompagnata da alcune stelle di magnitudine 2, giovani e azzurre, che dominano su uno sfondo ricco di stelle più deboli. Fra queste stelle si estendono grandi sistemi di nebulose; il gruppo di stelle occidentale, in particolare, è immerso in un intricato complesso di nebulose a riflessione molto ben evidenti nelle fotografie, i cui gas sono illuminati dalle stesse stelle che formano il brillante allineamento β-δ-π Scorpii. La stessa stella Antares, pur trovandosi più ad est, illumina un banco di polveri situato nelle sue vicinanze, che ne riprende persino il colore rosso-arancione. A nord di Antares si trova invece un sistema nebuloso molto più denso ed esteso, in cui sono in atto processi di formazione stellare: questo sistema si incentra sulla stella ρ Ophiuchi, la cui nomenclatura fa ben intendere che si trova oltre il confine con la vicina costellazione dell’Ofiuco, e prende infatti il nome di Nube di Rho Ophiuchi. Dal sistema nebuloso attorno a ρ Ophiuchi si dipartono verso oriente degli spessi ed estesi banchi di nubi non illuminate, che sovrapponendosi al chiarore crescente del bulge della Via Lattea diventano chiaramente visibili come striature scure; questi banchi sono ben evidenti persino a occhio nudo, se le condizioni osservative sono ottimali e se vi è assenza di inquinamento luminoso. Se poi lo Scorpione è molto alto nel cielo, cosa possibile solo nella fascia tropicale o a sud dell’equatore, la loro osservazione visuale è ancora più facile. Nei dintorni di Antares si osservano anche tre ammassi globulari, la cui distanza naturalmente è notevolmente superiore rispetto alle stelle e alle nebulose visibili in questa direzione e non verranno pertanto descritti. Due di questi ammassi sono stati notati anche da Charles Messier e inseriti nel suo catalogo: fra questi vi è M4, uno dei più brillanti dell’intera volta celeste, mentre l’altro è M80.